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martedì 27 gennaio 2015

Il Buono di Expo

Expo sta trasformando  una semplice maestra maldestra ai fornelli in una provetta panettiera.
In seguito al nostro progetto di plesso "Bon come' 'l pan" che ci ha visto fare il pane in classe e i biscotti da Zorro ( vai al post del 23 dicembre) sto sperimentando diverse farine e mi sto divertendo alla grande. Evviva gli esperimenti fuori e dentro il forno.
Messaggio: 
In ogni cosa, anche se non sembra, c' è del buono. Cerchiamolo. Tiriamolo fuori !
Questo è il " buono di Expo".






See you 
Giuditta




domenica 4 gennaio 2015

La scuola che vorrei



Questa è la scuola che vorrei.
È descritta in questo libro rosso a cui tengo tanto e che tengo stretto stretto.
È la mia Buona Scuola.
Non esiste ancora nella realtà. È Utopia. Come l' Utopia di Moro.
Ha la forma di una nuvola e sembra irraggiungibile perché nessuno, mi riferisco a chi sta molto sopra di noi, si è veramente mai  interessato alla scuola. 
La scuola è nelle nostre mani. Nelle mani di dirigenti, insegnanti e genitori che ogni giorno di spendono per fare e dare del meglio ai bambini. Dirigenti, insegnanti e genitori i cui nomi nessuno conosce e che non compaiono sui titoli dei giornali. Dirigenti, insegnati e genitori che lavorano in silenzio con passione, amore, volontà, serietà, impegno.


La mia Buona Scuola si trova nella mia testa , nei miei pensieri che hanno la forma dei sogni nelle nuvole.
Sognare, forse, è l' unica cosa che non ha costo. 
Ed io sogno.

"C'è tanto verde all' esterno.
Ci sono aiuole di fiori fioriti.


Si può giocare a pallone. 
C'e' un orto di enormi dimensioni. Vi crescono grano, pomodori, 
piante aromatiche e molto altro, non potete averne idea.
Ci sono anche le fragole.


C' e' una piccola casetta con strumenti  da contadino a misura di bambino.


All ' interno ci sono aule enormi. 
Non sono aule. 
Sono saloni da ballo.
Se ci alziamo dal banco c' e' spazio per ballare, per fare le capriole e le ruote.
Il banco e la sedie sono belli comodi e colorati.
Sul banco ci sta tutto quello che ci serve.
Nel sottobanco anche.
Le pareti hanno bei colori.
C'e' un' aula piena di strumenti musicali.
Puoi scegliere quello che vuoi.
Ce n'è uno per ciascuno. 
Puoi scegliere anche la batteria e il trombone. 
Alessandro sarebbe molto contento.
C'è un' aula con tavoli, pennelli, pennarelli, cartoncini e acquerelli, lavandini e sapone.


C' e' una palestra con attrezzi di ogni genere soprattutto palloni, palloni da basket, da pallavolo, morbidi.
C' è un' aula per fare gli esperimenti di scienze.
C' e' anche un' aula con tanti tappetini per sdraiarsi se si è stanchi. I tappetini vanno bene anche per le maestre e i maestri. In un angolo c' e' un armadietto con tutto l' occorrente per il pronto soccorso.
C' è anche la cucina con bei grandi tavoli per lavorare con la farina e un forno.
In mensa i bambini sono coinvolti: apparecchiano, sparecchiano, servono e lavano anche piatti, bicchieri e posate. 


Ci sono nonni contadini esperti che ci tramandano il loro sapere.
Ci sediamo in cerchio e ascoltiamo imbambolati e poi usciamo nell' orto e mettiamo in pratica.
Ci sono anche un aereo ed un pullman da 25 posti e, facendo dei turni per classe ,  una volta alla settimana andiamo in gita.
Non si paga niente. Benzina gratis al distributore, autista volontario e ingressi ai musei gratuiti perché siamo studenti.
Settimana prossima sorvoleremo il Monte Bianco.

C' è una grande biblioteca e grandi tavoli come all' università per fermarsi a leggere in assoluto silenzio.
La scuola è tutta su un piano.
Si entra dalle ore 9:00 alle ore 9:30 e si esce alle 15:30. Se vuoi però puoi fermarti ancora. Perché puoi fare un riposino, fare merenda e giocare quanto vuoi.
Ogni ora si fa l' intervallo di dieci  minuti. 
Gli intervalli si fanno fuori, all' aperto, o in un grandissimo salone perché, come dice una bimbetta che si chiama Emma e che conosco bene, con gli occhi color del cielo e le lentiggini d' estate sul nasino, l' aula è fatta per studiare.
I compiti non ci sono. Si fa tutto a scuola.
Le cartelle sono proprio piccine.
Ci stanno giusto l'astuccio e il diario.
Il resto sta sempre a scuola dove ci sono degli armadi capienti con un reparto per ognuno di noi. Ci stanno  anche la mamma o il papà, il nonno o la nonna se abbiamo un po' di malinconia o anche il nostro gatto o il cagnolino.
La mattina si fanno matematica e italiano, storia, geografia e scienze.
Il pomeriggio ginnastica, musica e danza, teatro. La maestra, o il maestro,  parla un po' in italiano e un po' in inglese.
Disegno, tecnologia, religione si fanno sempre. Abbiamo un quaderno a righe e uno a quadretti. Un sussidiario e un libro di lettura."


See YOU
Giuditta