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domenica 28 settembre 2014

I cereali: il mais

Conosciamo i cereali e partiamo con il mais che ci aspetta in giardino, nel nostro orto.


Disegniamo la pianta dal vivo sotto i raggi dell' ultimo sole estivo a poco dall' inizio dell' autunno. 



Nei giorni successivi sgraniamo una pannocchia e studiamo le parti della pianta ed anche della pannocchia. Si può anche cogliere l' occasione per conoscere i continenti e raccontare la storia di Cristoforo Colombo e delle civiltà precolombiane. Si può anche imparare che il mais non ha navigato sul Pacifico da solo ma in compagnia di patata, pomodoro, caffè e cacao. Ai bambini sono affascinanti ad ascoltare queste storie.

Le parti della pianta


Il pennacchio cioè l' infiorescenza maschile 


Le radici


Il fusto, detto stocco,  con i nodi e le foglie


La pannocchia. Anzi questa è una pannocchietta con la barba. Piccina piccio'!


Il mais è una pianta erbacea dal fusto ''detto''  (stocco) grosso e dritto,alto circa mezzo metro (varietà nane) a tre metri e più (varietà giganti) nodoso e ripieno di un midollo spugnoso; a ogni  nodo si inserisce una grande foglia, lunga, larga e appuntita, da qui la parte basale avvolge il fusto.
All'estremità di questo si forma il pennacchio cioè l'infiorescenza maschile formata da tante  spighette contenenti ciascuna due fiorellini.
Lungo il fusto, in corrispondenza dei modi, si formano invece le infiorescenze femminili, dette PANNOCCHIE. Queste sono avvolte e protette da numerose guaine dette CARTOCCI, da qui sporgono le  BARBE. Una stessa pannocchia porta numerosi CHICCHI, di norma di colore GIALLO.


Si sgrana. Ci vuole tanta forza ...







Il cartoccio, composto dalle brattee non si butta ma si trasforma in una simpatica bambolina che diventa la protagonista, con un chicco di frumento, di un simpatico teatrino.



( scenario...in allestimento e da rendere più bello in futuro con i colori)

Usiamo il teatrino per imparare la filastrocca di CHICCOLINO , da recitals poi per l' accoglienza dei bimbo di classe prima. Piccini come la pannocchietta. 
La bambolina fa le domande e il semino risponde.

“Chiccolino, dove sei?”
“Sotto terra, non lo sai?”
“E là sotto non fai nulla?”
“Dormo dentro la mia culla!”
“Dormi tanto, ma perché?”
“Voglio crescere come te!”
“E se tanto crescerai,
Chiccolino, che farai?”
“Tante spighe metterò,
tanto grano ti darò,
buono il pane ti farò!”


See YOU

Giuditta






Tabelline cinesi

Matematica al volo in quarta. Si parte e si vola in Cina.

Primi giorni di scuola. 

Io: " Lunedi arriverà il libro Matematica al volo in quarta e sapete che nelle prime pagine ci sono le tabelline cinesi????". Il sorriso  sul volto di tanti, per la gradevole notizia dell' arrivo del libro, lascia il posto ad un visetto serio e preoccupato. " Ma maestra io non so il cinese...tu lo sai?come si di onto I numeri in Chinese?" dice una bimba ed un altro bimbetto prosegue:" Io posso farmi aiutare dalla mia mamma che va spesso in Cina per lavoro..". Parlano tra di loro e si domandano come si farà a dire le tabelline in cinese. A lunedì . Li saluto.



I bambini cinesi  imparano la matematica in modo differente dai bambini italiani ed ottengono risultati superiori. Possiamo imparare qualcosa dal metodo cinese? Una differenza tra il metodo tradizionale didattico della matematica e quello utilizzato nei Paesi asiatici è proprio relativo alle tabelline.

Osservate la tabellina cinese: vi  un notevole risparmio di energia nella memorizzazione, attraverso l’eliminazione di tutte le ridondanze che caratterizzano la nostra tavola,  alleggerendola proprio nelle tabelline considerate spesso più ostiche; si sfrutta la naturale propensione dei bambini all’utilizzo della proprietà commutativa; si introduce e sfrutta il concetto di elemento neutro e di elemento assorbente. La nostra Tavola Pitagorica contempla le moltiplicazioni fino a 12×12 ed appare evidente che è “ridondante”. Nella tabellina cinese invece non ci sono nemmeno le tabelline dell’1 e dello 0: è dato per assodato, scontato, un “fatto numerico”, cioè che ogni numero moltiplicato per 1 resta uguale a se stesso, mentre ogni numero moltiplicato per 0 è uguale a 0. In secondo luogo, per la proprietà commutativa, i bambini cinesi imparano subito che 3×5 = 5×3, le moltiplicazioni si equivalgono, e pertanto non lo studiano 2 volte come se fosse una cosa differente. La tabellina del 5 inizia da 5×5, perché il risultato non rientra nelle tabelline precedenti.  Il carico mnemonico passa da 81 a 36 dati!

See you

Giuditta