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mercoledì 26 febbraio 2014

#eveningrelax

Relax, colours, happiness and flowers. 
Patience and slowness.
It's evening. 
It's pouring.
I'm colouring and she's sleeping. 
I love my colouring book.



See you
Giuditta


domenica 23 febbraio 2014

Noi, "Inventatori" di problemi, come il maestro Camillo


Dopo aver completato le prime pagine del libro della linea del 1000 sui problemi ci dividiamo in gruppetti e diventiamo Gli Inventaproblemi ( o gli Inventatori di problemi, come qualcuno di noi ha suggerito...) . Con l' aiuto del software Matematica al volo in terza con la Lim che contiene le animazioni per la risoluzione dei problemi capiamo al volo  se usare colla o forbici  e quindi quali operazioni utilizzare per risolvere il problema.

Questi sono i problemi inventati dal gruppo di Emma e con Emma c' erano Gabriele, Silvia ed Alessandro.







La richiesta del lavoro era anche quella di fare i calcoli su un foglio di brutta per poter scrivere al termine dei cinque problemi, i risultati corretti tra alcuni inventati, proprio come propone il maestro Camillo sul libro.





La mia idea adesso è quella di scannerizzare il lavoro di tutti i gruppi. Con la Lim poi visualizzeremo i problemi ( me li immagino già che quando comparirà il loro problema sulla Lim esploderanno i commenti e i " questo è il nostro, l' abbiamo inventato noi...") e li risolveremo come se fossero quelli proposti dal libro. Oppure i gruppi si potrebbero scambiare i problemi e ogni gruppo potrebbe risolvere i problemi di un altro gruppo ed anche correggerli.

I bambini si sono divertiti a inventare i problemi. Hanno lavorato tutti con molto impegno e volontà. 
Mi hanno chiesto di inviarli  al maestro Camillo che potrebbe pubblicarli su un suo libro. " Perché no?" è stata la mia risposta.....

E questi sono i problemi inventati dal gruppo di Luca e con Luca c' erano Federico, Pietro ed Alessio.








 Cosa ne dite? Per me sono stati bravissimi. Sono stati proprio degli "Inventatori" bravissimi.
 Carinissimi  i disegnini ( il gelato sembra proprio squisito!)



See you
Giuditta











domenica 16 febbraio 2014

Il lombricaio



Muniti di bastoncini e legnetti trovati in giardino  e contenitori, il lavoro inizia nell' orto dove, noi “piccoli esploratori”  siamo in osservazione delle meraviglie del suolo: terra, foglie, insetti grandi e piccoli, pigne, sassi  . . forse tutto questo ci potrà servire!  
Preleviamo i campioni di terreno e  allestiamo una casa per i lombrichi. Un lombricaio o un terrario.




La preparazione adeguata per questi piccoli animaletti  ci impegna tutti quanti tanto che sia tutti entusiasti nello scavare nella terra. Ci piace sporcarci le mani mentre scaviamo, ci sentiamo felici e allegri, nessuno si annoia, il contatto con la terra ci piace, ne sentiamo il bisogno, ci siamo abituati e ci sentiamo a nostro agio. Il tempo passa piacevolmente.  All' improvviso urla di gioia. Abbiamo trovato il primo lombrico e poi il secondo e così via via;  in totale sono trenta.
L’attività non finisce qui, anzi è appena cominciata:  avremo il compito di occuparci dei lombrichi, nutrirli, mantenere umido il terriccio e accertarsi che il lombricaio sia sempre in buono stato. Settimanalmente registreremo  le osservazioni fatte nell’apposita scheda di gestione. Ultima missione... restituire naturalmente la libertà ai lombrichi nel terreno.

Per l’allestimento del lombricaio abbiamo utilizzato un contenitore a forma di parallelepipedo con pareti di plastica trasparente che ci ha portato la maestra.  Prima cosa abbiamo introdotto, alternandoli, vari strati di terreno: i sassi e la sabbia, l’humus e la lettiera (formata da foglie, pigne, bastoncini). Nello scavare abbiamo anche trovato un bel terreno argilloso e ci siamo divertiti a realizzare delle proprie e vere palle di argilla.
Successivamente abbiamo introdotto i lombrichi nel contenitore e si sono subito messi al lavoro scavando le gallerie. Per completare l’ultimo strato abbiamo messo delle foglie secche raccolte da Silvia, Angela ed Alice  e inumidito il terreno.









 Il lombrico Ernesto

da : http://www2.bodoni.pr.it/parco/parcoducale/progset/lombrico.htm

Ciao, sono il lombrico, il mio nome scientifico è Lumbricus terrestris, Ernesto per gli amici, anche se molti mi conoscono come verme di Terra. Dovendo presentarmi a chi ancora non mi conosce a fondo, ho deciso di raccontarvi cosa faccio nella vita, piuttosto che tediarvi con la descrizione delle mie caratteristiche fisiche: chi, infatti, non conosce ancora il mio aspetto? Hum… sono spiacente, ma, ripensandoci, se veramente desiderate conoscere la mia principale occupazione e scoprirne l’importanza, è indispensabile che vi presenti alcune caratteristiche del mio aspetto fisico, vi  prometto però di essere semplice e breve nella descrizione.Il mio corpo è segmentato, cioè suddiviso in segmenti disposti in successione lineare, denominati metameri, separati da setti verticali chiamati sepimenti (certo che i biologi potevano scegliere un nome migliore…). Ho un sistemacircolatorio chiuso (per capirci meglio, con la parola "chiuso" intendo che il mio corpo è attraversato da vene ed arterie, proprio come succede a voi umani), sono dotato di un sistema nervoso ventrale. A differenza di alcuni miei parenti stretti, non possiedo parapodi, estensioni laterali dei segmenti in cui è diviso il mio corpo; sono invece dotato di setole di chitina in numero ridotto, distribuite sulla superficie esterna del mio corpo. A  proposito, per chi non lo sapesse, le setole sono dei peli corti e robusti che, inclinandosi ritmicamente, favoriscono il mio spostamento. Sono ermafrodita, ciò significa che posseggo gli organi genitali femminili e maschili, in modo da permettermi la riproduzione incrociata; posso immaginare quello che state dicendo o pensando a proposito di questo fatto, e non è per niente carino da parte vostra, dal momento che sono anche in grado di riprodurmi attraverso la rigenerazione.Questa mia caratteristica consiste nel ricostruire parti del mio corpo, anche molto estese, che ho perduto in seguito a traumi o mentre fuggivo dai predatori. Durante la riproduzione, detta copula, che avviene per accoppiamento con altri vermi, rilascio lo sperma in una sacca mucosa emessa dal mio partner, in cui si trovano invece le uova; ovviamente all’estremità opposta del mio corpo avviene l’esatto contrario: sono io a rilasciare una sacca mucosa in cui l’altro lombrico immette lo sperma. Successivamente questa sacca si stacca dal corpo e diventa ermetica, e costituisce il “bozzolo” in cui avviene la fecondazione.

 

Siccome ero già qui quando siete arrivati, non avete avuto il piacere di vedere il modo in cui mi sposto: incomincio ad allungarmi nella parte anteriore, mentre il mio corpo progressivamente si assottiglia, non vorrei sembrare vanitoso, ma divento un vero figurino! Le setole delle sezioni che sono ancora ferme puntano sul terreno, mentre quelle delle sezioni in avanzamento, per la loro inclinazione, scivolano su di esso. Raggiunta la massima lunghezza, il mio corpo, raccogliendosi presso la parte anteriore, si accorcia ed ingrossa, facendomi sembrare quasi un cannolo! E poi riparto da capo, mi allungo il più possibile…

 

            Per avanzare nel terreno mangio, nel senso letterale della parola, la terra che si trova davanti a me, ingerendo con essa i microrganismi che la popolano, che passando nel mio intestino vengono digeriti, diventando così il mio nutrimento. Sono un animale notturno e vengo raramente in superficie, solamente quando, dopo violente piogge, l’acqua si infiltra nelle porosità del terreno e mi impedisce di respirare. Il mio continuo percorrere la terra, fino ad una profondità di due metri, porta ad un rimescolamento continuo del terreno e delle sostanze in esso contenute, favorendo così la circolazione dei gas nel sottosuolo. Non solo i gas, ma anche l’acqua riesce ad infiltrarsi nelle porosità del  terreno prodotte dai miei spostamenti, raggiungendo così le radici delle piante, in molto meno tempo e in quantità molto maggiori di quanto non accadrebbe senza il mio intervento.

L’ unico aspetto non gradevole della mia attività di scavo/nutrimento consiste nel fatto che i continui rimescolamenti di terreno provocati dalla mia attività possono portare in superficie spore di carbonchio, tetano ed altre malattie, che raccolgo dai resti di animali infetti sotterrati poco profondamente.

Spero che dopo aver conosciuto la mia storia e le mie abitudini abbiate un po’ più di rispetto ed un po’ meno disgusto nei miei confronti, quando vi capiterà di incontrarmi. Grazie e… a presto!

 

- Glossario -

Sistema circolatorio chiuso: tipo di sistema circolatorio in cui il sangue circola all’interno delle vene e delle arterie, esattamente il contrario di quanto succede agli insetti.

Segmentato: diviso in tante parti tutte uguali in cui si ripetono i vari organi.

Parapodi: espansioni laterali dei segmenti su cui sono fissate setole di chitina più o meno numerose e complesse.

Ermafrodita: organismo che possiede simultaneamente gli organi genitali maschili e femminili; e che può quindi effettuare la riproduzione incrociata.

Rigenerazione: capacità di ricostruire parti del corpo accidentalmente o volontariamente abbandonate; a volte è l’intero corpo che si rigenera da un frammento di esso. Tale capacità è dovuta alla presenza anche in stadi avanzati dello sviluppo di cellule che si mantengono ad uno stato paragonabile a quello delle cellule embrionali, dette cellule staminali.

See you

Giuditta

 













sabato 8 febbraio 2014

I bambini scelgono il metodo analogico e anch'io

Ho realizzato una presentazione in Power Point. 
L'ho utilizzata settimana scorsa per raccontare del  metodo analogico ad un gruppo di genitori ed insegnanti a Milano Affori.  La conferenza è stata organizzata dall'associazione  Metaeducazione ( clicca su Metaeducazione per aprire il link).
E' stata una serata piacevole in cui si è parlato di disturbi di apprendimento e nello specifico di discalculia. 

Cliccate qui per vedere la mia presentazione: La via del cuore




See you
Giuditta

venerdì 7 febbraio 2014

Novità nei Bes

20 dicembre
Ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale. Siamo eccitati, felici ed entusiasti. Si respira un' aria di allegria e serenità. Alberelli, presepi, angioletti e bei lavoretti confezionati  pronti ad andare a casa riempiono la scuola.



Nel pomeriggio, come ogni anno, si canta tutti insieme nel palazzetto. E' un momento di festa in  compagnia dei genitori , dei fratelli, dei nonni e degli zii. Ogni interclasse si esibisce con un canto natalizio e al termine, tutti insieme, cantiamo in lingua inglese.
E' l' ora del pranzo. Siamo in mensa. L' ultima mensa del 2013! Wow! Sono seduta a capotavola. Come sempre. Li vedo tutti dalla mia postazione di capotreno. Un bel passato color cioccolato, cioè  una spremuta di lenticchie riempie i piatti. Al palato non è poi così male! Anzi ne mangerei un altro piatto se non fossi intimorita di avere poi un bel mal di pancia nel bel mezzo del pomeriggio.
Al tavolo i miei ventitré alunni vestiti con pantaloni blu e maglietta bianca e  la  dolcissima collega Silvia.
Alla mia destra e alla mia sinistra due maschietti svegli, estroversi e sorridenti. Uno, in particolare e' proprio molto vivace ma  proprio tanto; così tanto che a volte e' proprio difficoltoso tenerlo a bada. Fatica a lavorare con concentrazione, si guarda in giro, giocherella, fa facce buffe ai compagni; voglia di lavorare " saltami addosso" si dice perché  a volte sembra che non abbia proprio voglia di fare niente e talvolta solo con  un carabiniere vicino porta a termine il lavoro. Più di una volta, io e la mia collega, ci siamo confrontate e interrogate sul da farsi. Sarà mica un  Bes? O mamma...con 'sta storia dei Bes adesso siamo confuse....Ma, forse, non so, non lo sappiamo, che fare?  Vediamo, aspettiamo ancora un po', e' solo un po' immaturo, ha voglia di giocare. Diamogli del tempo. Diamogli fiducia e crediamo nelle sue capacità. Crediamo che volerà alto, che prima o poi anche lui spiccherà il volo e ci sorprenderà.
Ci sono sempre stati bambini così, si sempre, lo sappiamo tutti; ricordo nella mia classe. C' era chi ne
combinava di tutti i colori tanto da farci saltare la lezione di ginnastica per tutto l' anno o chi lanciava oggetti dalla finestra quando la maestra Erica usciva un secondo o chi infine si girava e ti faceva le linguacce; oppure chi, ricordo ancora oggi chiaramente, copiava tutto dalla lavagna quando la maestra ripeteva un sacco di volte di copiare solo una parte. Distrazione, disattenzione? Un Bes primitivo?
Diverso da me, timida e attenta, disciplinata nel mio banco, guai a muovermi anche se mi prendevano in giro chiamandomi Quattr' occhi e allo stesso tempo uguale a me, bambino di sei, sette, otto e nove anni, un  bambinoa scuola, tra i banchi. Eppure eravamo Giuditta, Alberto, Simone, Alessia, Alessandro, Ombretta, Alessia 2. Punto e basta. 
Si parla tanto di diversità e sproniamo i bambini a capire che la diversità e' una risorsa e noi insegnanti  invece, ne siamo spaventati e appena sono un po' diversi, adesso, li "etichettiamo", li "bolliamo", Bes così e Bes cosa' , D.S.A. di qua e di la' . O meglio ci dicono di "etichettarli".
A volte mi sembra che ci sia un vero e proprio accanimento. Un ' esagerazione.
Dobbiamo essere veloci e efficienti altrimenti siamo out. E andiamo, o meglio, siamo spediti al " controllo". Perché se un bimbo oggi esce da certi parametri "non va bene", se non raggiunge certi traguardi a una determinata  età " non va bene" . 
Dobbiamo essere tutti uguali, dobbiamo arrivare tutti li'  e tutti nello stesso tempo. Non ci è consentito restare indietro.
Allora dobbiamo essere diversi o uguali?

Dal libro La pedagogia della lumaca:
"LENTA VA LA TARTARUGA - Claudio Imprudente di Bologna, ci interpella sul fatto che la società moderna, e io aggiungo, dice Gianfranco Zavalloni in La pedagogia della lumaca, la scuola d’oggi, in sostanza rifiuta tutto ciò che non è immediato, istantaneo.
La prima volta che ho sentito parlare della logica della lentezza è stato quando nel mio mangiadischi (ormai oggetto d’antiquariato) ho messo il disco di Bruno Lauzi e ho ascoltato La tartaruga. Riascoltandola poi, negli anni, mi son sempre più convinto che questa canzone è davvero un inno alla lentezza. La tartaruga che un tempo era un animale che correva a testa in giù e filava via come un siluro, più veloce di un treno in corsa, dopo un incidente rallentò e… si accorse andando pian pianino di moltissime cose che non aveva mai notato: “Un bosco di carote, un mare di gelato e un 
biondo tartarugo che ha sposato un mese fa”. Questa canzone testimonia una grande verità: dovremmo recuperare la lentezza come un valore, specialmente in un mondo che va ai mille e mille all’ora. Il ruolo della diversità ha questa funzione: dimostrare che ci sono diversi tipi di velocità e andature: la lentezza può in questo senso diventare una risorsa. Il saper rallentare, il saper guardare ti dà la possibilità di cogliere delle occasioni che correndo troppo non vedresti neppure. Credo che questo sia uno dei ruoli delle persone con deficit: fare recuperare alla collettività la logica della lentezza. Già solo sentendo il termine “lentezza” ci viene spontaneo associarlo a pensieri negativi: noia, stanchezza, perdita di tempo, voglia di anticipare, debolezza, vecchiaia… Ma perché questo termine ha acquisito queste accezioni negative? Perché un termine che di per sé non ha connotazione negativa, nella nostra società viene naturalmente associato a queste sensazioni di pesantezza? L’esempio della moviola risulta in questo caso decisamente calzante: le riprese alla moviola sono molto più affascinanti di quelle normali perché si possono vedere tutti i particolari, le espressioni, i gesti atletici, le gocce di sudore e gli sguardi dei giocatori. E se la lentezza diventasse un’angolazione particolare da cui osservare il mondo? Sicuramente la diversabilità diventerebbe un osservatorio speciale e interessante per fare emergere quei gesti, quelle parole che la velocità non permette di cogliere. Un gesto che potrebbe essere classificato all’interno della “lentezza” è la mia lavagnetta con le lettere tramite cui comunico col mondo. Spesso la gente mi ringrazia perché ascoltandomi può tranquillamente prendere appunti, e le frasi entrano meglio facilitando lo scambio e il confronto, dunque il dialogo. Ecco che la lentezza nella comunicazione diventa una marcia in più invece che un deficit. Quali sono i vostri gesti lenti?"


Tornando  al mio Tommaso, il bimbo di cui parlavo prima, ho deciso. E' un Bes. Lo faccio rientrare in una sotto categoria non ancora scoperta,  non ancora classificata, poco determinata. Ce ne sono pochi come lui, se leggi i giornali e ascolti le statistiche lo saprai anche tu, ce ne sono proprio pochi in Italia e quindi in quanto uno dei POCHI , fuori dalla normalità, va " segnalato".

Ecco il dialogo tra me e lui ancora quell' ultimo giorno di scuola, tutti felici di andare a cantare.
Tommaso (seduto accanto a me in mensa):" Maestra, che ore sono?" e mentre parla il compagno di fronte a lui lo ascoltata attentamente.
Io: " L' una".
Tommaso:" Quando andiamo nel palazzetto a cantare, tra un ' ora?" . Ed io tra me e me penso che non vede l' ora di andare a cantare, così non si fa niente, non si lavora...i soliti pensieri che a volte, comunemente e con cattiveria, facciamo tutti quanti noi insegnanti, che ci dimentichiamo di essere stati bambini.
Io:" Si, circa tra un' ora; finiamo di mangiare, giocate un po', prepariamo la classe, spostiamo i banchi e per le due ci prepariamo  e andiamo nel palazzetto". E continuo a pensare. Non ne vede proprio l' ora...ha proprio voglia di andarci, di cantare...
Tommaso:" Ok, maestra. Invece di andare a cantare io vorrei  stare in classe e fare matematica". 
Rimango  basita. Fare matematica al posto della festa. Ma scherzate??
E il compagno che lo osserva: " Anch' io maestra, anch' io. A me piace la matematica " . Ed anche le due bambini vicine annuiscono. Che ai miei alunni piacesse la matematica lo sapevo già ma che piacesse così tanto da saltare una festa proprio no! Si tratta di un evento straordinario, anormale in Italia, visto che la matematica viene vista come la Bestia Nera, la disciplina che si teme di più e che non piace. Lo so con sicurezza. Tommaso e' ...usando naturalmente l' acronimo... ( e non sarò brava però quanto i nostri politici a inventarne uno)  un Bes  M.C.M. che non sta per Minimo Comune Multiplo ma per Matematica Che Mito! 
Tanti tra i miei alunni sono Bes M.C.M. .E li ho creati io e ne sono fiera. Li ho creati scegliendo " la via del cuore". A loro ha fatto bene ed ha fatto bene anche a me. Molto.
Perché allora, con provocazione, dico, non creare un acronimo che valorizzi quanto di bello c'è nei nostri bambini ? Un acronimo per quanto sanno fare i nostri bambini?
Un acronimo che parla di successo, di positività, di cose belle, felici? 
Vorrei concludere così.
Buon Anno, cari bambini. Che sia un anno sereno per tutti voi, Bes e non! Per me siete bambini. Punto. 
Caro ministro, cari politici, buon Anno. Non avete scoperto l' acqua calda. Non ci dite nulla di nuovo. I bambini con bisogni specifici ci sono sempre stati. E noi insegnanti, gli insegnanti con la I maiuscola  che svolgiamo il  nostro lavoro con passione e dedizione, i nostri bambini con bisogni specifici ce li siamo sempre presi " in carico" . Non serve un pezzo di carta per ricordarcelo. Sta  già nel cuore e nell' anima di chi sceglie come vocazione il nostro lavoro, il " mestiere" dell' insegnare.


C'è bellezza ovunque ma non tutti riescono a vederla. Confucio 




See you
Giuditta






My body

Imparare le parti del corpo in inglese?
It's very easy. 
Ascolta e ripeti le parole di queste simpatiche canzoni. 
I miei alunni le hanno  imparate rapidamente e le cantano e ballano spessissimo.
Enjoy them!

1- One little finger








♫ One little finger, one little finger, one little finger. [Hold up your index finger and bend it up and down.]
Tap tap tap. [Tap your finger against your other INDEX FINGER 3 times.]
Point your finger up. [Point up!]
Point your finger down. [Point down!]
Put it on your head. Head! [Put your finger on your head and say in a loud voice, "Head!"]
One little finger, one little finger, one little finger.
Tap tap tap. [Tap your finger against your HEAD 3 times.]
Point your finger up. [Point up!]
Point your finger down. [Point down!]
Put it on your nose. Nose! [Put your finger on your nose and say in a loud voice, "Nose!"]
One little finger, one little finger, one little finger.
Tap tap tap. [Tap your finger against your NOSE 3 times.]
Point your finger up. [Point up!]
Point your finger down. [Point down!]
Put it on your chin. Chin! [Put your finger on your chin and say in a loud voice, "Chin!"]
One little finger, one little finger, one little finger.
Tap tap tap. [Tap your finger against your CHIN 3 times.]
Point your finger up. [Point up!]
Point your finger down. [Point down!]
Put it on your arm. Arm! [Put your finger on your arm and say in a loud voice, "Arm!"]
One little finger, one little finger, one little finger.
Tap tap tap. [Tap your finger against your ARM 3 times.]
Point your finger up. [Point up!]
Point your finger down. [Point down!]
Put it on your leg. Leg! [Put your finger on your leg and say in a loud voice, "Leg!"]
One little finger, one little finger, one little finger.
Tap tap tap. [Tap your finger against your LEG 3 times.]
Point your finger up. [Point up!]
Point your finger down. [Point down!]
Put it on your foot. Foot! [Put your finger on your foot and say in a loud voice, "Foot!"]
Put it on your leg. Leg! [Put your finger on your leg and say in a loud voice, "Leg!"]
Put it on your arm. Arm! [Put your finger on your arm and say in a loud voice, "Arm!"]
Put it on your chin. Chin! [Put your finger on your chin and say in a loud voice, "Chin!"]
Put it on your nose. Nose! [Put your finger on your nose and say in a loud voice, "Nose!"]
Put it on your head. Head! [Put your finger on your head and say in a loud voice, "Head!"]
Now let's wave goodbye. Goodbye! [Wave goodbye with your index finger.] ♫
2- Here we go Dorothy


Here we go Dorothy, Dorothy, Dorothy,
Here we go Dorothy, all day long
Jump back Henry, Henry, Henry,
 Jump back Henry, Henry, Henry,
  all day long
I went to the doctor to the doctor I said
"Ooh aah I've got a pain in my foot
Ooh aah I've got a pain in my foot"
To the front to the back from side to side
To the front to the back from side to side
Here we go Dorothy, Dorothy, Dorothy
Here we go Dorothy, Dorothy, Dorothy all day long
Jump back Henry, Henry, Henry
Jump back Henry all day long
I went to the doctor to the doctor I said
"Ooh aah I've got a pain in my arm
Ooh aah I've got a pain in my arm
Got a pain my foot"
To the front to the back from side to side
To the front to the back from side to side
Here we go Dorothy, Dorothy, Dorothy
Here we go Dorothy, Dorothy, Dorothy all day long
Jump back Henry, Henry, Henry
Jump back Henry all day long
I went to the doctor to the doctor I said
"Ooh aah I've got a pain in my tummy
Ooh aah I've got a pain in my tummy
Got a pain in my arm
Got a pain my foot"
To the front to the back from side to side
To the front to the back from side to side
Here we go Dorothy, Dorothy, Dorothy
Here we go Dorothy, Dorothy, Dorothy all day long
Jump back Henry, Henry, Henry
Jump back Henry all day long
I went to the doctor to the doctor I said
"Ooh aah I've got a pain in my head
Ooh aah I've got a pain in my had
Got a pain in my tummy
Got a pain in my arm
Got a pain in my foot"
To the front to the back from side to side
To the front to the back from side to side
Here we go Dorothy, Dorothy, Dorothy
Here we go Dorothy, Dorothy, Dorothy all day long
Jump back Henry, Henry, Henry
Jump back Henry all day long
I went to the doctor and the doctor he said
"You've got so many pains, go to bed!"

3- If  you are happy


♫ If you're happy happy happy [Smile and put your index fingers on your cheeks.]
clap your hands. [Clap your hands.]
If you're happy happy happy
clap your hands.
If you're happy happy happy
clap your hands, clap your hands.
If you're happy happy happy
clap your hands.
If you're angry angry angry [Make an angry face and cross your arms over your chest.]
stomp your feet. [Stomp your feet.]
If you're angry angry angry
stomp your feet.
If you're angry angry angry
stomp your feet, stomp your feet.
If you're angry angry angry
stomp your feet.
If you're scared scared scared [Make a scared face and place your hands on your cheeks.]
say, "Oh no!" [Say, "Oh no!"]
If you're scared scared scared
say, "Oh no!"
If you're scared scared scared
say, "Oh no!" Say, "Oh no!"
If you're scared scared scared
say, "Oh no!"
If you're sleepy sleepy sleepy [Make a sleepy face.]
take a nap. [Rest your head on your hands and pretend to sleep.]
If you're sleepy sleepy sleepy
take a nap.
If you're sleepy sleepy sleepy
take a nap, take a nap.
If you're sleepy sleepy sleepy
take a nap.
If you're happy happy happy [Smile and put your index fingers on your cheeks.]
clap your hands. [Clap your hands.]
If you're happy happy happy
clap your hands.
If you're happy happy happy
clap your hands, clap your hands.
If you're happy happy happy
clap your hands. ♫


4- Head shoulders knees and toes


Sing a song, it’s a very neat song,
A song that tells us all about our

Head, shoulders, knees and toes, knees and toes

Head, shoulders, knees and toes, knees and toes

And eyes and ears and mouth and nose

Head, shoulders, knees and toes, knees and toes

Head, shoulders, knees and toes, knees and toes
Head, shoulders, knees and toes, knees and toes
And eyes and ears and mouth and nose
Head, shoulders, knees and toes, knees and toes

Cheeks, chin, tummy, hips, hands and elbows. Elbows?


Quale preferite?

See you 
Giuditta

domenica 2 febbraio 2014

Geometria e fantasia

La geometria e' anche fantasia e creatività e piace ai miei bambini perché non è fatta di elementi astratti e  di definizioni da studiare a memoria.
Le nostre mani, attrezzate di righelli e matite ben appuntite, disegnano tanti poligoni di dimensioni diverse che  creano un bel quadro, magari ancora più bello di quello di qualche pittore cubista.
Così sul quaderno nasce il quadro intitolato La star sul palcoscenico oppure La macchina sbadata e la geometria e' piacevole e interessante.
Se poi disegniamo dei poligoni che si sovrappongono nascono anche altre figure e diventa divertente giocare a scoprirne il nome o contare quanti triangoli, rettangoli o quadrati si vedono.

 
Quanti sono i poligoni?
Come di chiamano? Indicali mentre li nomini
Quanti triangoli vedi? 
Quanti rettangoli vedi? 



See you
Giuditta

sabato 1 febbraio 2014

Il cielo ci regala due fiocchi. Felicità

PRIMA NEVE

Mi leverò al mattino

tra il ridere pacato dei cristalli
di neve. Cadi, cadi, allegra, buona
Prima neve,
tu sei la prima, sei la prima neve.
I bambini nati in primavera
e gli uccelli non ti conoscevano.
Anch'io sono stupito dal biancore
anch'io stupisco di quest'aria nuova:
nella vecchia città palpita adesso
un che di fresco, come di boschivo.

( Boris Sluckij )