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mercoledì 28 agosto 2013

Ciao mare

Arrivederci


Il gabbiano Jonathan. La mamma e' poco distante.
Bella Neve 


Dedicata a questo paradiso silenzioso

Da leggere. Stupendo.
Relax


La tartaruga Nautilus
Sabbia e acqua


Ciao sabbia
Ciao pietre e sassi
Ciao mamma gabbiano con il suo piccolo
Ciao cormorano
Ciao tartaruga Nautilus
Ciao grande albero
Ciao anche a te piccolo alberello
Ciao caldo sole
Ciao nuvole nel cielo
Ciao temporale improvviso
Ciao mare
Pace e tranquillità
Silenzio.

See you
Giuditta



martedì 20 agosto 2013

I don' t like it!
L'amico è...

No, non mi piace. O mi piace pochissimo; lo uso e usero' giusto per pubblicare, amplificare, quello che pubblico sul mio blog.
Ho sperimentato Facebook e Instagram, un po' per gioco e un po'  per capire come e cosa si prova ad " essere" su queste piattaforme sociali. Un po' soprattutto in seguito alla pubblicazione  del lavoro del plastico sulla pagina di Facebook del maestro Camillo Bortolato. Un po' anche per seguire quello che pubblica il mio cantante preferito. Eros.
Esito: tanta solitudine, emarginazione e isolamento. Mi sento così. E così mi sembrano le migliaia di persone che vedo trascorrere parecchio tempo  con in mano un cellulare. E che postano le immagini dei loro piedi o di un piatto di pastasciutta con annesso rapido commento.O, ancora più grave e preoccupante, secondo me, il fatto che mamma e figlia si parlino tramite Facebook  vivendo nella stessa casa e scambiandosi pensieri sulla  recente morte  del nonno oppure che un ragazzo, chieda ad una ragazza " di mettersi con lui" stando sullo stesso pullman durante una gitarella scolastica. 
Ma perchè ci stiamo  "disabituando" a parlarci negli occhi?

Mi sembra che con Facebook il significato di Amico sia completamenente falsato, ridotto, trasformato nella sua essenza.
Non so come si possano chiamare AMICI persone che nemmeno conosco e che mi chiedono l' amicizia su Facebook; non so come posso condividere i momenti delle mie vacanze postandoli o pubblicandoli su una pagina del pc. Mi sembra di inviare foto a NESSUNO. E con quale fine? Mi sembra di curiosare nella vita degli altri come nel Grande Fratello. Mi sembra tutto così vuoto. Tutto senza pensare qual' e' il fine di quello che si fa,  tutto ridotto a una digitazione, a un commento, a un Mi piace o Non mi piace più  e infine a un CONDIVIDERE.
Forse sono un pochino ...... DisFacebook( per rimane connessa alle care Dislessia, Disgrafia, 
Disortografia!).  
Vado ControCorrente, anche qui.
Preferisco di gran lunga passare un pomeriggio con la mia collega Loredana e mostrare le fotografie più belle che ho scattato...questo per me e' condividere. Condividiamo momenti, ricordi, emozioni. Condividiamo pensieri e idee, esperienze e poi magari un te' o una passeggiata insieme. O condividiamo poi il nostro progetto di lavoro a scuola per il prossimo anno scolastico ormai vicino.
Condivideremo queste stupende immagini di qui, del Golfo di Margidore, oggi 26 agosto. A casa sua o a casa mia, in un prato o sotto un albero, non su una fredda pagina di computer, io da una parte del mondo e lei da un'altra, magari davvero lontane e forse molto vicine. Le condivideremo INSIEME.
Menomale!

A proposito di Facebook and so on.... da leggere assolutamente l' articolo Digital stress sul numero Dell' Espresso di questa settimana. Sante verità.
Consiglio anche la lettura dell' articolo  Twitter, un'opportunità di conoscenza che i teenager italiani non devono perdere


Ai genitori che leggono queste mie righe mi sento di dire  di prestare attenzione perché
Facebook and so on... può  essere una droga. Mi sento anche di dire di staccare la spina dalla tecnologia, di non portare sempre con se' il cellulare.
 Trascorriamo il tempo CON i nostri figli. I bambini hanno bisogno di noi. Riempiamo il tempo di castelli di sabbia, passeggiate, una partita a Calcio balilla oppure a bocce, partite a Scala quaranta...





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See you

Giuditta







giovedì 8 agosto 2013

Laigueglia: lo sbarco dei Saraceni


Arrivano i Saraceni...si salvi chi può

Laigueglia, 8 agosto 2013


E' incominciata dal 5 agosto a Laigueglia una settimana “calda” di appuntamenti in tema saraceno. 

La cittadina rivierasca, da molti definita come la perla del Ponente Ligure, si prepara a rivivere, come da tradizione consolidata, un evento realmente accaduto nel lontanissimo 1546, quando il corsaro Dragut sbarcò di notte sulla costa, depredando e saccheggiando la città. 

A partire dagli anni ’80, lo “SBARCO DEI SARACENI” è diventato una rievocazione spettacolare. Venerdì 9 agosto, a cominciare dalle ore 22,00, oltre 200 figuranti si daranno battaglia da mare e da terra a suon di palline di gomma piuma, nello specchio acqueo antistante il Bastione. Un grandioso spettacolo pirotecnico musicale sul molo e la partecipazione di alcuni caratteristi natanti che ci ricorderanno le imbarcazioni a vela dell’epoca, provenienti da Camogli e da La Spezia, conferiranno realismo alla battaglia. I natanti saranno inoltre protagonisti di alcune iniziative rivolte ad adulti e bambini durante la giornata.
Al termine della rievocazione, a partire dalle ore 23,15 la location si sposterà nelle piazze del centro storico e proseguirà con la “lunga notte dei Saraceni” con concerti musicali di vario genere e apertura di negozi ed esercizi pubblici fino a tarda notte. Tutto il paese sarà coinvolto e addobbato in tema. Nei giorni precedenti l’evento, sono previsti una serie di intrattenimenti, anche con la collaborazione degli stabilimenti balneari, tra cui la 2^ edizione serale del Palio dei Bastioni (il 05 agosto) sulla spiaggia a lato del molo.
Per approfondire

Lo sbarco dei Saraceni
Ecco la prima barca dei Saraceni che compare da lontano.
Ci sarà il corsaro Dragut a bordo?


See you
Giuditta

lunedì 5 agosto 2013


Nascono fiori e ortaggi ma anche CARTELLI

Ringrazio la mia cara collega Loredana e le sue figlie per questo simpatico cartello che hanno fatto "spuntare" nel nostro orticello a scuola


La ringrazio anche per le foto che mi ha inviato, mentre io mi godo la mia vacanza a Laigueglia. La sto scoprendo e mi piace sempre più.

2 agosto: il nostro orticello a scuola

Due foto di Laigueglia. 
Vista dall' alto e la sua chiesa.


See you
Giuditta


Easter egg Hunt

Easter Egg Hunt
Simpatica attivita'  in inglese, matematica,  tecnologia, immagine  ma anche italiano e  soprattutto tanto divertimento

La scorso marzo, vicini alla Santa Pasqua, ho organizzato una simpatica caccia alla uova, come tradizionalmente si fa nei paessi anglosassoni.
Per i miei alunni e' stata un' occasione per trascorrere un pomeriggio  inconsueto nel giardino della scuola alla ricerca delle simpatiche uova che avevo nascosto.
Mi sono procurata un centinaio di uova di Pasqua, tra ovetti di cioccolato e uova di polistirolo di svariati colori, che conservo gelosamente a casa in una fantastica scatola coloratissima e che accumulo di anno in anno. Ne possiedo veramente di svariate, a pois, a strisce, a quadretti, alcune di molti colori, altre di una sola tinta,  decorate con nastrini di ogni genere. Ne ho anche alcune bellissime che ho confezionato come lavoretto di Pasqua alcuni anni fa, forse gia' una decina. Meravigliose ma un gran lavoro. Uova di polistirolo ricoperte di bellissimi tessuti e adornate di fiorellino e nastri stile bomboniere della sposa. Un capolvoro.
Ho recuperato cestini in vimini di diverse grandezze e ali abbiamo adornati con disegni primaverili, farfalle, fiori, alberelli fioriti.
Ho nascosto le uova qua e la'. I bambini si sono suddivisi in gruppi e squadre, a piacere e in base al numero dei cestini e al mio via, dopo aver cantato una simpatica canzoncina in lingua inglese, sono partiti come missili, a cercare le uova. Li vedevo correre contenti, scrutare con attenzione fra la siepe, vicino alla nostra quercia Palloncino, nel nostro orticello,  accanto alle mura della scuola e nel prato dove l' erba era più alta. Nel giro di una decina di minuti le hanno raccolte tutte. Continuavano comunque a vagare nella speranza di trovarne altre. 
In classe le abbiamo  contate; ogni gruppo ha contato le proprie e poi abbiamo eseguito una super addizione in colonna con cinque addendi. Le abbiamo poi classificate per grandezza e infine suddiviso quelle di polistirolo da quelle di cioccolato. La domanda era scontata: ma ora le possiamo mangiare? Contate quelle da " mangiarci", cioè ben 273,  abbiamo deciso insieme quante ne spettava a ciascuno. Serviva una divisione. Non sapendo svolgere in colonna una divisione con due cifre al divisore, perché avremmo dovuto fare 273:23( cioe' il numero degli alunni) anzi 24 contando anche me, hanno deciso di distribuire un uovo a ciascuno finché ce n' erano. Deciso democraticamente  che ognuno ne doveva avere la stessa quantita' hanno iniziato la distribuzione. Li guardavo attentamente: erano cosi' desiderosi di sapere quante uova avrebbe avuto ciascuno, che a voce alta facevano grandi calcoli, ipotizzavano la risposta... e qualcuno ci azzeccava anche dividendo per 25 invece che per  24! Quelle  avanzate sono finite nel cassetto della cattadra per la maestra Loredana e la maestra Marina, le colleghe.
Jacopo, sempre desideroso di fare cose da grandissimi,  mi ha chiesto di insegnargli al divisione  con due cifre al divisore e allora abbiamo scritto la tabellina del 24 e risolto l' operazione. Da cosa nasce cosa e quando il desiderio di imparare nasce dal cuore e dalla testa dei bambini, e non e ' calato dall' alto, tutto e' facile.
Ho promesso loro che il prossimo anno organizzeremo una caccia alle uova ancora più grande, piu' lunga e per tempo prepareremo le uova , magari colorandone alcune sode oppure costruendole con materiali diversi. Lasceremo spazio alla fantasia e la creatività.
Volendo questa semplice attività si presta per un grande lavoro a livello interdisciplinare. Pensiamo solo ad un testo regolativo che descriva i passaggi per la  decorarazione delle uova oppure ad uno descrittivo o ad un narrativo che racconta l' esperienza vissuta. Pensiamo a quanti problemi o operazioni si possono inventare guardando un cesto e dei cesti con delle uova. Si possono costruire tabelle che riassumono  le uova raccolte da ciascuno e da ogni squadra, si possono contare le uova per decina, si potrebbero classificare le uova per colore e caratteristiche; le si possono contare in lingua inglese...la mia fantasia e creatività " e' un forno" senza fine da cui nascono svariate idee per  lavorare in tantissime discipline partendo da un semplice cesto di uova...Divertimento, interesse e coinvolgimento degli alunni assicurato. 
I miei bambini ne sono stati entusiasti. Sono certa che caccia alle uova, come il plastico e l' orto con nonno Dino , sara' per loro indimenticabile. Anche in questo caso, come in tanti altri, il coinvolgimento  e l' animo leggero l' hanno fatta da padroni.
 Felicità e gioia, ecco la nostra scuola controcorrente.


Fotografie dell' esperienza



See you
Giuditta



sabato 3 agosto 2013

Intercultu...rando

Fiesta italiana e spagnola
Galway, 18 luglio 2013: unforgettable!


La nostra vacanza/studio a Galway, in terra irlandese, e' stata meravigliosa per diversi motivi.
Sapevo che nello Student Village,  nello specifico il nome e' Gort na Coiribe,  avrei trovato altre famiglie che stavano vivendo la mia stessa esperienza ma non pensavo, che risiede li', potesse essere così speciale e unico.
Le nostre vicine di appartamento erano Ana e Patricia, rispettivamente mamma e figlia, provenienti dalla Spagna. Due bellissime persone che spero di poter rivedere presto e con le quali mi piacerebbe ripetere un' esperienza simile( in realtà ci siamo salutate dicendoci di sentirsi per organizzare la vacanza studio per il prossimo anno).
L 'ultimo venerdì insieme e ' stato semplicemente indimenticabile. Abbiamo organizzato una festa in casa di Ana invitando anche gli amici di Pamplona. Un mix di cucina, musica e chiacchiere italiane, spagnole e inglesi. Tante risate e tanto divertimento. Il menù? Pasta carbonara e tortilla de patatas.
I nostri mondi, quello italiano  e quello spagnolo, conditi sempre da quello inglese e irlandese,  si sono amalgamati e mischiati. Ne sono nati condivisione, scambio, confronto e crescita, conoscenza e apertura verso l' altro. È stato per me sorprendente, oggi come in passato, scoprire quanto una lingua sia diversa e allo stesso tempo uguale ad un' altra.
La mia piccola Emma, alla sua prima esperienza di vacanza studio in terra straniera, ne è stata entusiasta e non esiterebbe a ripartire domani.
Ha giocato nel giardino del nostro Village con bambini di altre nazionalità per ore e ore, inventando giochi nuovi o confrontandosi sui propri. I suoi stimoli sono stati così tanti che oggi guarda Peppa Pig in inglese e in spagnolo oppure saluta le persone che incontra qui al mare con un Hello o con Hola; a me talvolta chiede: " Mamma, que tal?" , o salta fuori con qualche espressione in inglese che la sua insegnante Clodagh utilizzava spesso durante le lezioni; mi chiede di riballare il ballo di gruppo " La taza " ( lo si trova anche su you.tube: simpatico e coinvolgente)che  le amichette spagnole le hanno insegnato. Oggi, di fronte ad una mia semplice domanda mi ha risposto:" Mummy, I don't know"  e mentre nuotavano ha esordito dicendo: " Look that!".

P.S. : nel caso in cui la vostra metà sia Galway e non sapete dove risiedere se non scegliete un B & B
vi consiglio Gort na Coiribe Village student. Silenzioso, confortevole, attrezzatissimo, vicino al centro.



Let`s travel!

See you
Giuditta

giovedì 1 agosto 2013

Abbasso la maleducazione


Coltiviamo la gentilezza

L' orto dei bambini a scuola. Spiacevole aggiornamento
(Vedi post precedente a questo intitolato L' orto a scuola)

Laigueglia, 1 agosto 2013


Fotografia del Movimento italiano per la gentilezza ( gentilezza.org) di Giorgio Aiassa

Gentilezza
Cara virtù obsoleta
Maleducazione
Cattiva "virtù" in aumento.
Mentre scrivo questo post, tanto per restare in tema, la coppietta nella camera di albergo accanto alla mia, litiga e litiga, voci alte, parolacce e forti rumori. Maleducati!


Ecco le ultime foto che ho fatto del nostro orto di scuola prima di partire.
Le ho scattate il 26 luglio, durante un caldissimo pomeriggio.
Ho trovato il nostro orticello in buone condizioni, i pomodori stanno maturando, il prezzemolo , le patate ed il basilico sono messi molto bene, le carote stanno così così.
Lascio soddisfatta la scuola con la promessa di tornarvi al mio rientro dopo il 10 di agosto.








Oggi, 1 agosto, mi telefona nonno Dino. 
A lui tutta la mia gratitudine. Con molta dedizione ed impegno mi sostituisce durante la mia assenza 
nella cura dell' orto, nonostante il grande caldo. Ha anche pensato a mettere la rete " anti grandine"
sui pomodori, pur di conservare al meglio il nostro prezioso lavoro. Sa quanto i bambini ci tengono. 
Lo sa perché ha vissuto con i miei cari alunni tutta questa bellissima esperienza ma lo soprattutto 
perché è una persona sensibile che vive quotidianamente a contatto con la natura e, chi vive e ama la natura, e' saggio, comprende e capisce gli animi umani.
Con dispiacere mi comunica una cosa che mai avrei voluto sentire. E mai avrei pensato di sentire.
Perché il rispetto per le cose altrui fa parte di me, da sempre. E penso, sbagliando, che faccia parte anche di chi entra in un giardino di una scuola e vi trova un orto coltivato dai bambini. Vedendolo  si dovrebbe pensare ... attenzione a non calpestare, guardo ma non tocco, quanto impegno! , che meraviglia, ma quanto lavoro,  che bravi...; al contrario chi l'ha visto non ha pensato a questo ma solo ad essere maleducato e irrispettoso, ad impossessarsi del nostro impegno, dei nostri Ori , come i bambini hanno definito i pomodori nella filastrocca  che hanno inventato per nonno Dino. Per noi  quei pomodori valevano davvero più dell' oro. Li' ci sta il nostro tempo nel seminare, l' attendere con pazienza la crescita, l' osservare ogni giorno i cambiamenti,  il pulire l' orto con le nostre mani, il 
nostro prenderci cura delle pianticelle anche durante le vacanze di Pasqua, il legare le piante alle
canne di bambù; ci stanno le nostre parole condivise, le tante supposizioni, i nostri sogni fatti di piccole cose, i nostri disegni;  ci stanno tutti i nostri gesti, piccoli ma di gran valore, che ci hanno reso  tanto felici, che hanno regalato momenti veri  di scuola viva. Ci sta l' impegno di nonno Dino, il suo tempo per noi;  ci sta la mia voglia e quella della mia collega Loredana di fare della nostra scuola una scuola di esperienza.
La " sgentilezza" si è portata via  le mie mille mille idee per la mia scuola di settembre.
La " sgentilezza", così voglio chiamarla anche se non esiste nel dizionario, per  non usare le solite e 
troppo ricorrenti parole come egoismo, maleducazione, inciviltà, scortesia, diffidenza, e' entrata nel 
cortile della scuola, quatta quatta, durante una mattinata parecchio afosa e si è impossessata 
ingiustamente  del nostro lavoro. Sono stati raccolti i pomodori maturi. Non è stata lasciata una 
patata. 
Sconforto e dispiacere. Perché non si toccano  e non ci si impossessa delle cose degli altri.
Il pensiero e' andato subito ai bambini. Che cosa diremo?  Che questo e' il mondo in cui si trovano a 
crescere, dove maleducazione  e egoismo la fanno da padroni?
Ci siamo detti, a fine scuola, che avremmo inventato un gioco. Avremmo indovinato, prima di 
scavare con le nostre mani, il numero delle patate che si nascondevano sotto la terra. Le avremmo 
contate una ad una,  ci saremmo inventati simpaticissimi problemi... se sotto ogni pianta di patata ci sono 5 patate... e le piante sono 10 , quante patate in tutto?..  Se abbiamo raccolto 30 patate e 
abbiamo 6 cesti, quante patate in ogni cesto?...Avremmo giocato a pesarle, le avrei utilizzate per 
insegnare le misure di peso.
Andiamo contro corrente. Portiamo rispetto per le cose degli altri.
Ai miei alunni insegnero' che l' egoismo e l' individualismo non portano da nessuna parte.Riportiamo ala luce senso civico e cortesia. Diffondiamo il virus della gentilezza, come dice la signora Condorelli Daniela, mamma di un mio alunno e persona che stimo molto.  Il suo bellissimo articolo si trova sul numero 30  del 1 agosto 2013 di L'Espresso  e si intitola " Sai ancora essere gentile?". Leggiamolo.
Bye
Giuditta





















Difendiamo le meduse

Club VivaLeMeduse, mio e di Emma
Laigueglia, 30 luglio 2013

Sapete qual e' stato il "divertimento" delle persone in spiaggia oggi? Catturare le meduse con il retino, fare una buca e sotterrarle vive. Bene! Questo e' il rispetto che abbiamo noi italiani del nostro mare e della sua popolazione.
Pensiamo che il mare sia nostro, che sia di nostra proprietà e che a seconda dei nostri desideri e delle nostre voglie, cioè fare il bagno e rinfrescarci per il gran caldo, abbiamo la  facolta' e la libertà di decidere chi ci possa vivere, di togliere e uccidere chi ci abita nel caso in cui ci sia appunto di fatidio.
A mia figlia ho detto che si poteva ugualmente fare il bagno tenendo gli occhi più aperti e prestando più attenzione. Le ho detto anche che è una questione di tempo e  che come sono arrivate se ne sarebbero andate, trasportate da qualche corrente. Ma le ho detto soprattutto che, essendo esseri viventi, vanno rispettate.
E ho aggiunto: " Tu ed io andiamo Contro Corrente, cioè facciamo diversamente rispetto agli altri, a tutti, perché è la cosa giusta da fare e saremo contente della nostra scelta".
Insieme abbiamo inventato una storia  simpatica sulla medusa Gocciolina che esce dall' acqua e va a passeggio sulla sabbia. Ma abbiamo anche inventato quella della medusa Gocciolona, molto più grande rispetto a Gocciolina, che esce dall' acqua e spaventa tutti i bambini per difendere le sorelline più piccole.

Due informazioni in più...
Potremmo imparare molto dalle meduse. Gli studi hanno verificato che alcuni tipi di meduse sono praticamente immortali e quindi non muoiono mai, anzi con il passare del tempo ringiovaniscono sempre più fino a ricominciare un nuovo ciclo di vita.


Laigueglia, 1 agosto
Se ne sono andate. Ora, carissimi italiani, il mare  e' vostro, prego...accomodatevi!
Medusa del Mediterraneo
Bye
Giuditta