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sabato 8 giugno 2013

Il plastico: mani volenterose al lavoro, non sulla carta ma con la carta



In questi giorni di scuola, ormai  gli ultimi in questa umida e britannica  primavera,  come ogni anno mi ritrovo a pensare  al tempo trascorso  in classe che  è  rapidamente  e piacevolmente volato  via.
Ho seguito il mio cuore  e soprattutto quello pulsante e vivace dei miei bambini. Ho dato alla mia didattica un'impronta molto  concreta, fatta di esperienze vive,  semplici ed elementari che, a causa di numerosi  e diversi motivi,  sono  spesso  bandite   dalla vita dei nostri  piccoli alunni. 
Il libro La pedagogia della lumaca  di Zavalloni  e il Metodo  analogico del  carissimo maestro Camillo Bortolato con la sua Via del cuore, hanno caratterizzato il mio anno  di fare scuola e sono stati per me costanti, insostituibili e preziosi punti di riferimento. 

Con questo blog vorrei dare messaggi  semplici.
Desidero:
  1. dire a tutti,  genitori e colleghi compresi,  che i nostri bambini hanno  ancora, come una volta e... forse ancora di  più... bisogno di  apprendere attraverso le mani perchè le abilità  manuali sono un'esperienza  fondamentale  per apprendere;
  2. dire a quanti ci rappresentano in parlamento e a quanti progettano  gli edifici in cui stiamo ore e ore che la scuola ha bisogno di  cortili   grandi e verdi dove i bambini possono trascorrere  del tempo, tra cui quello della ricreazione; la nostra scuola ha bisogno di laboratori ampi dove poter "usare" le mani   più che  di una Lim per ogni classe;
  3. crescere e  confrontarmi  con tutti quegli insegnanti, educatori e genitori ( ... essendo anch'io mamma) che la pensano come me e che come me hanno a cuore l'educazione e il futuro dei nostri bambini;
  4. condividere con quanti lo desiderano i meravigliosi lavori dei miei alunni
  5. raccontare quello che amo fare
  6. dire che la  nostra scuola sta andando in una direzione sbagliata che riflette la tendenza di buona parte della società: andare di fretta.
Ho fatto scelte ben precise per il bene dei miei alunni. Ho deciso di andare e che andrò CONTRO CORRENTE.  E' tempo di dire BASTA  e di riscoprire "il piacere della lentezza", perchè perdere tempo è guadagnare tempo


Prima esperienza di "Perdita di tempo":  IL PLASTICO

Le mani colorarano, ritagliano, incollano e piegano.
Dalla carta e dal cartone nasce il nostro quartiere.
Oggi così ma non ancora terminato.
Oltre alla carta e al cartoncino abbiamo utilizzato la pasta di sale e la pasta di zucchero per  creare gli alberi, le macchinine, i cartelli stardali, le aiuole. Con i pastelli  ormai troppo corti ci siamo inventati la staccionata della scuola.

In questa fotografia si  vede bene la scuola con la staccionata di pastelli.



















Tempo fa era così. Lontano da come è oggi. Irriconoscibile. Questa è la sua storia.
Alla partenza.  Ingredienti:carta e cartoncino. Matite e righelli. Forbici e colla. Le nostre mani, soprattutto. 




In seguito la preparazione del terreno di un bel verde acceso e ogni palazzo e casa al suo posto. Le dita colorano e si colorano. 

 
Manca poco, siamo a buon punto. Soddisfatti? Tantissimo e molto molto felici e contenti mentre lavoriamo. Giorno dopo giorno non vediamo l'ora di terminare il nostro lavoro.





Pensiamo anche alle bandiere sulla nostra scuola.
Quella italiana e quella dell'Unione Europea.
 


Quasi terminato. Ne siamo fieri.
Perdiamo tempo a giocare con le macchinine , a inventarci percorsi per le nostre strade con i nomi dei fiori.
Tutto il lavoro di geografia,  gli argomenti dell'anno tutti qui ( ... e a voler parlare anche  di geometria, tecnologia...), magicamenente come in un gioco sono nati dalle nostre mani, senza bisogno di spiegazioni ma attraverso l'esperienza diretta.
I percorsi, i punti di riferimento, gli elementi fissi e mobili del paesaggio, i confini, lo spazio pubblico e privato, i punti di vista...Tutto qui dentro, facile da comprendere per tutti.
PERDERE TEMPO PER GUADAGNARE TEMPO. NOI ABBIAMO GUADAGNATO UN SACCO DI TEMPO E CI SIAMO PURE DIVERTITI.



Aiuole,  fiorellini blu e viola,  la fontana e  gli alberi  con la pasta di zucchero.


 Costruiamo aiuole profumate di zucchero.




Fotografie dall'alto del nostro meraviglioso lavoro.




La scuola
Osserviamo la scuola dai diversi punti di vista: eccola di fianco



di fronte

dall'alto

dal retro

dall'altro lato.


I   commenti dei bambini :
  1. Il nostro plastico è il più bello di tutto l'universo. Dentro c'è il nostro impegno e divertimento.
  2. Caro plastico, spero di rivederti in terza.
  3. A me è piaciuto molto costruirlo. Mi è piaciuto costruire la scuola perchè l'abbiamo fatta con impegno e con fatica ma ce l'abbiamo fatta.
  4. Quando abbiamo messo le casette sul cartone ho visto tutto il bel lavoro che abbiamo fatto.
  5. Sono molto fiera del mio plastico.
Il penultimo giorno di scuola ho chiesto loro di rappresentarlo, di disegnare un particolare oppure tutto il plastico.
Ecco alcuni  disegni.



Classe 2^A- Anno scolastico 2012-2013 - Scuola primaria Albiate  ( MB)
See you  
Giuditta


2 commenti:

Giuditta Donchi ha detto...

Brava...brava...il primo commento è il mio perché sono fiera di me stessa.

Daniela Condorelli ha detto...

Cara maestra Giuditta, il secondo commento è quello di una mamma. Sempre di corsa non mi ero accorta, se non con una rapida occhiata, del bellissimo plastico che campeggiava in fondo alla classe. Grazie per avermi fatto soffermare sul significato di questo lavoro: sulla dedizione, la pazienza, la costanza, l'impegno e la passione che avete messo, maestre e bambini insieme. E grazie di questa finestra su un aspetto dei nostri figli che forse non conosciamo. Ma grazie soprattutto di avermi ricordato la felicità della lentezza