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domenica 30 giugno 2013

Mi piace la matematica

LA VIA DEL CUORE

Ai  miei alunni piace molto la matematica.
"La via del cuore", il metodo analogico intuitivo del maestro Camillo Bortolato,  mi ha completamente conquistato ed insegnare matematica è stato molto semplice, appassionante e conivolgente.
L'ho conosciuto casualmente  dopo averne parlato con una ex-collega. Ne sono andata alla scoperta  sul web, ho studiato in autonomia e l'ho sperimentato con i miei bambini, imparando con loro di giorno in giorno, avendo fiducia nelle loro capacità e nelle mie.
Lo scorso settembre, con due colleghe, ho partecipato al corso organizzato ad Ispra e le parole del maestro Camillo e le emozioni che mi trasmetteva si sono felicemente sposate con il meraviglioso paesaggio di quella sponda del Lago Maggiore; la giornata di corso è stata piacevole, interessante, utile per riprendere con grinta l'anno scolastico.
In classe i risultati sono stati sorprendenti, in ogni senso; le cornicette,  disegnate dai primi giorni di scuola, sono diventate un piacevole passatempo per abbellire i quaderni, per lavorare in silenzio e con concentrazione, per prendere cosapevolezza che ciascuno di noi può "trovare la propria strada", procedere in modo diverso per portare a termine una cornice; rapidamente i bambini hanno imparato ad orientarsi nello spazio, sul foglio e tra i quadretti, ad amare il disegno; la  fatica nel tracciare righe precise e nel giusto quadretto è stata ricompensata e affievolita dalla soddisfazione nell'ammirare il proprio lavoro terminato e nell'applaudire  quello del compagno.
Tra simmetrie, traslazioni e rotazioni  è stato anche facilissimo imparare ad usare il righello.
I numeri non sono mai stati un problema o degli spauracchi da temere ma dei cari amici con cui inventare operazioni sempre più complicate, lunghe nella loro risoluzione, i calcoli un divertimento e un gioco; l'ora di matematica è volata via velocemente; ho seguito naturalmente il loro desiderio creando passione ed interesse,  "giocando"  così positivamente sull'autostima di ciascuno..
"La via del cuore" è la via che va controcorrente. E' innanzitutto il metodo più naturale per apprendere
"è il metodo del cuore cioè dell’intuizione a tutto campo,  esercitata a 360 gradi,  per accogliere tutto,  nella fiducia e nell’accettazione,  senza  timore, e senza il bisogno di controllo che blocca ogni cosa".
Va controcorrente rispetto alla didattica tradizionale che raramente rispetta i tempi dei bambini, che corre per riempire quaderni e quaderni, che ha tanto, troppo ossequio e ammirazione per il " tempio dei numeri", per la decina e il cambio. La didattica tradizionale a volte fa fare sforzi inutili e, ne sono convinta,  talvolta crea smarrimento nelle menti dei bambini e "accompagna",  "conduce" a perdersi come in un labirinto senza fine, senza uscita; spesso rende la matematica una tortura e una materia poco amata.
I bambini hanno bisogno di "manipolare" la matematica;  a sei anni non ci chiedono di capire come avviene il cambio e quale significato ha lo zero nella scrittura dei numeri. 
Si parla tanto di bisogni educativi... di ascoltare i bisogni dei bambini. Ma sappiamo fermarci e chiederci veramente cosa vogliono imparare i nostri bambini? I miei alunni non mi hanno  mai chiesto di parlare del cambio... mi hanno chiesto al contrario, già ad inizio seconda, di imparare cose da grandi. Non li ho "conditi" con un  " tra un po' bambini", " tra due mesi", "adesso non siete capaci" ma  ho dato loro " il cibo" che mi chiedevano, senza attese.
In realtà siamo noi insegnanti, diciamocelo, che vogliamo spiegare il cambio e tante cose difficili e astratte per avere la coscienza a posto, perchè temiamo le critiche dai genitori e  perchè così possiamo completare tutte le pagine dei libri che straparlano di unità, cambio del cambio...; tutto è importante, anche il cambio e la decina, ma al tempo giusto. Ci arrivano da soli. Senza sacrifici inutili.
Andare controcorrente significa aver coraggio; significa fare scelte giuste e saperle motivare, sostenere, nel rispetto dei bambini che trascorrono un sacco,  e sottolineo  un sacco, di tempo a scuola.
" Lasciamo loro la felicità per ciò che è facile"! sottolinea il maestro Camillo. E, parlando della didattica, dello smarrimento della didattica, prosegue dicendo : " Molti bambini sembrano sapere  già tutto sui numeri quando arrivano a scuola, senza che nessuno glielo abbia mai spiegato. E sembra che ricavino tutto da loro stessi, come il riconoscimento di qualcosa che conoscevano già. Quando l'insegnante spiega, tutto appare loro evidente, come ve vedessero. Ma che cosa vedono? A cosa è rivolta la loro attenzione? Qual è il loro segreto? Presupposto fondamentale di questa metologia, nata da molteplici esperienze di lavoro, è che il calcolo mentale si svolge come se la matematica dei numeri scritti non esistesse. Si svolge cioè in un ambito non disciplinare  e fuori dal tempio della scrittura costruito solo alcuni secoli fa. I bambini, infattti, non pensano in modo particolare ai numeri scritti. La didattica attuale al contrario inizia il suo percorso partendo proprio dalla speigazione della scrittura dei numeri cioè dalla vetta. Come in una specie di strabismo la didattica, ha identificato, negli ultimi anni, il tema della scrittura dei numeri come argomento di interesse dominante, entrando in una deriva di complessità che rende l'apprendimento sempre più lento e inconcludente".
Con i miei piccoli alunni, lo scorso anno scolastico, ho scelto di non "ossequiare" i numeri scritti; siamo partiti dalla base della montagna. Pian piano la stiamo salendo nel pieno rispetto dei tempi di ciascuno.
Ai colleghi mi sento di dire che la via del cuore è la via giusta... seguitela, non abbiate paura; "ripuliamo" la didattica da tanti parole e paroloni, da tanti bla-bla-bla, che stancano solo chi ascolta, bastano poche parole, i bambini capiscono subito; a chi dubita che bimbi di prima possano eseguire, dal primo giorno di scuola, le cornicette proposte dal maestro Camillo dico che i bambini sono stepitosi e meravigliosi; hanno delle capacità e delle risorse che non ci immaginiamo. Diamo loro fiducia. Ci ridaranno un mondo.
Per approfondire:
La matematica tra le mani
(Interessante per le tabelline, da costruire con i papà o i nonni, , ...l'ho visto all'incontro a Varese " La matematica tra le mani" ...., Ruota e mandala delle tabelline metodo Montessori )

ANNO SCOLASTICO 2011-2012
Classe 1^A
Le cornicette














Mostra delle cornicette a fine anno scolastico 2011-2012


ANNO SCOLASTICO 2012-2013
Classe 2^A
Geometria
La geometria è anche questo. Fantasia, creatività, libertà, espressione e piacere nel disegnare.











Cornicette








Quadri












I pensieri dei bambini
a termine scuola


In seguito alla mia richiesta Scrivi quello che desideri sulla matematica ecco i loro pensieri:
















See you.
Giuditta
Buona estate




domenica 23 giugno 2013

L'orto a scuola

Seconda esperienza di " PERDITA DI TEMPO": L'ORTO A SCUOLA CON NONNO DINO

Nonno Dino, uno dei personaggi del nostro libro di testo,  è venuto a scuola  veramente; tante volte al pomeriggio ci ha fatto compagnia;  ci ha insegnato a seminare, piantare i bulbi, usare gli attrezzi del contadino, far nascere una pianta di patate.
Con nonno Dino abbiamo lavorato felicemente nell'orto e ci siamo divertiti a sporcarci con la terra, a fare buchi con le mani, a cercare i vermetti.
Lavorando la terra abbiamo imparato a collaborare, a lavorare uniti per un unico progetto, ad avere pazienza nel veder sbocciare un fiore e  ad ammirare quanto è grande e bella Madre Natura. Abbiamo infilato le nostre narici nelle corolle dei tulipani, sentito il profumo della terra, toccato con delicatezza  i petali  dei fiori e  rappresentato dal vero il fiore che preferivamo.
Quercia Palloncino, la grande quercia del giardino che ci ha  dato il benvenuto il primo giorno di scuola di prima, ha seguito ogni nostro passo  nell' orto perché si trova proprio lì vicino e noi abbiamo festeggiato con Lui i suoi compleanni, al cambio di ogni stagione. L' abbiamo festeggiato nudo e spoglio, ricoperto di foglie marroni e gialle, con la chioma grande grande e verde; siamo andati alla scoperta dei nidi sui suoi lunghi rami e abbiamo fatto tante volte il girotondo intorno al suo tronco, l' abbiamo abbracciato forte forte e anche accarezzato; l'abbiamo usato come "toppa" giocando a nascondino. Quercia Palloncino ci ha tenuto compagnia ogni giorno; oltre le  finestre della nostra aula ci guardava e noi guardavamo lui, immenso e bello. 
L' abbiamo salutato l' ultimo giorno di scuola e il  prossimo 12 settembre sarà lì, nel giardino della nostra scuola, vicino al nostro orto,  ad attenderci. 



Anno scolastico 2011-2012
I FIORI NEL NOSTRO ORTO


I tulipani

  LA MACEDONIA

Con la frutta  autunnale dell'orto di nonno Dino abbiamo preparato una gustosa macedonia
QUERCIA PALLONCINO
Quercia Palloncino nelle quattro stagioni.








Anno scolastico 2012-2013
L'ORTO A SCUOLA

"Un orto ha bisogno del rispetto dei tempi: questa attività sviluppa nei bambini l’attenzione verso i ritmi naturali. E' un'esperienza vera di lentezza. L’esperienza dell’orto ha a che vedere con il "prendersi cura", coltivare la terra assecondando i suoi ritmi, può aiutare a trovare un equilibrio. Ho buttato un sasso nello stagno della fretta".
La pedagogia della lumaca, G. Zavalloni



L'orto a scuola
Classe 2^a
a.s.2012-2013



See you.
Giuditta






lunedì 10 giugno 2013

 Our favourite English song

Tra i  numerosi video che ho proposto in lingua inglese, sembrerà strano o perlomeno a me è sembrato strano perchè mi attendevo un altro risultato, sono piaciute di più  le canzoni  " stile ninna nanna ", tranquillle, dolci e pacate.
Il grafico che abbiamo costruito insieme l'ultima settimana di scuola ne è la testimonianza ( ... anche in un'altra  classe seconda in cui insegno inglese,  la classe 2^c  , il risultato è stato lo stesso!).


Classe 2^A
Il grafico della nostra canzone preferita:
LITTLE SNOWFLAKE /TWINKLE TWINKLE LITTLE STAR
Classe 2^C
Il grafico della nostra canzone preferita:
LITTLE SNOWFLAKE
Quali considerazioni fare alla luce di questi risultati? Che cosa ci vogliono dire i nostri bambini preferendo  le canzoni con melodie dolci ?
A ciascuno la propria riflessione.
La mia è questa. I canti preferiti dalla maggior parte  sono  ninne nanne; le ninne nanne riportano alla mamma; la mamma è tenerezza, affetto,  protezione, il bene a senso unico; forse i nostri bambini, circondati  da televione, computer, giochi elettronici, forti rumori  e immagini violente, ricercano e hanno bisogno di  altro. Suoni dolci che calmano, tranquillizzano,  fanno stare bene, scaldano il cuore; immagini di pace, calma e tranquillità ma anche di amore e affetto, ingredienti purtroppo ormai rari  in molti programmi televisivi proposti  ai nostri bambini sulle reti commerciali.


Andiamo contro corrente . Proponiamo ai nostri bimbi le ninne nanne, cantiamogliele, recitiamole prima di dormire, come facevano le nonne una volta; spegniamo la televione , "la bambinaia elettronica".
"Formare le abitudini dei figli, a volte può semplicemente voler  dire spegnere il televisore perchè ci sono cose migliori da fare, o perchè la considerazione  verso altri membri della famiglia lo richiede o perchè la visione indiscriminata della televisione può essere dannosa. I genitori che si servono  abitualmente a lungo  della televisione come una specie  di bambinaia elettronica , abdicano al ruolo  di primari educatori  dei propri figli".
Papa Giovanni Paolo II,  discorso del 24 gennaio 1994

Non lasciamo che i nostri figli si addormentino davanti ad un televisore. Togliamolo da tante camerette e riempiamole di libri di ninne nanne, fiabe e favole.
Non faremo altro che bene.
Ai miei alunni ha fatto bene sentire ed ascoltare  le due ninne nanne in lingua inglese. 
I loro visi parlavano di serenità.




Video/songs proposti durante l'anno scolastico:

Twinkle twinkle little star

Imparare l'inglese con  l'ausilio di questi video è praticamente very easy and funny! Li consiglio vivamente.
See you. Giuditta

sabato 8 giugno 2013

Il plastico: mani volenterose al lavoro, non sulla carta ma con la carta



In questi giorni di scuola, ormai  gli ultimi in questa umida e britannica  primavera,  come ogni anno mi ritrovo a pensare  al tempo trascorso  in classe che  è  rapidamente  e piacevolmente volato  via.
Ho seguito il mio cuore  e soprattutto quello pulsante e vivace dei miei bambini. Ho dato alla mia didattica un'impronta molto  concreta, fatta di esperienze vive,  semplici ed elementari che, a causa di numerosi  e diversi motivi,  sono  spesso  bandite   dalla vita dei nostri  piccoli alunni. 
Il libro La pedagogia della lumaca  di Zavalloni  e il Metodo  analogico del  carissimo maestro Camillo Bortolato con la sua Via del cuore, hanno caratterizzato il mio anno  di fare scuola e sono stati per me costanti, insostituibili e preziosi punti di riferimento. 

Con questo blog vorrei dare messaggi  semplici.
Desidero:
  1. dire a tutti,  genitori e colleghi compresi,  che i nostri bambini hanno  ancora, come una volta e... forse ancora di  più... bisogno di  apprendere attraverso le mani perchè le abilità  manuali sono un'esperienza  fondamentale  per apprendere;
  2. dire a quanti ci rappresentano in parlamento e a quanti progettano  gli edifici in cui stiamo ore e ore che la scuola ha bisogno di  cortili   grandi e verdi dove i bambini possono trascorrere  del tempo, tra cui quello della ricreazione; la nostra scuola ha bisogno di laboratori ampi dove poter "usare" le mani   più che  di una Lim per ogni classe;
  3. crescere e  confrontarmi  con tutti quegli insegnanti, educatori e genitori ( ... essendo anch'io mamma) che la pensano come me e che come me hanno a cuore l'educazione e il futuro dei nostri bambini;
  4. condividere con quanti lo desiderano i meravigliosi lavori dei miei alunni
  5. raccontare quello che amo fare
  6. dire che la  nostra scuola sta andando in una direzione sbagliata che riflette la tendenza di buona parte della società: andare di fretta.
Ho fatto scelte ben precise per il bene dei miei alunni. Ho deciso di andare e che andrò CONTRO CORRENTE.  E' tempo di dire BASTA  e di riscoprire "il piacere della lentezza", perchè perdere tempo è guadagnare tempo


Prima esperienza di "Perdita di tempo":  IL PLASTICO

Le mani colorarano, ritagliano, incollano e piegano.
Dalla carta e dal cartone nasce il nostro quartiere.
Oggi così ma non ancora terminato.
Oltre alla carta e al cartoncino abbiamo utilizzato la pasta di sale e la pasta di zucchero per  creare gli alberi, le macchinine, i cartelli stardali, le aiuole. Con i pastelli  ormai troppo corti ci siamo inventati la staccionata della scuola.

In questa fotografia si  vede bene la scuola con la staccionata di pastelli.



















Tempo fa era così. Lontano da come è oggi. Irriconoscibile. Questa è la sua storia.
Alla partenza.  Ingredienti:carta e cartoncino. Matite e righelli. Forbici e colla. Le nostre mani, soprattutto. 




In seguito la preparazione del terreno di un bel verde acceso e ogni palazzo e casa al suo posto. Le dita colorano e si colorano. 

 
Manca poco, siamo a buon punto. Soddisfatti? Tantissimo e molto molto felici e contenti mentre lavoriamo. Giorno dopo giorno non vediamo l'ora di terminare il nostro lavoro.





Pensiamo anche alle bandiere sulla nostra scuola.
Quella italiana e quella dell'Unione Europea.
 


Quasi terminato. Ne siamo fieri.
Perdiamo tempo a giocare con le macchinine , a inventarci percorsi per le nostre strade con i nomi dei fiori.
Tutto il lavoro di geografia,  gli argomenti dell'anno tutti qui ( ... e a voler parlare anche  di geometria, tecnologia...), magicamenente come in un gioco sono nati dalle nostre mani, senza bisogno di spiegazioni ma attraverso l'esperienza diretta.
I percorsi, i punti di riferimento, gli elementi fissi e mobili del paesaggio, i confini, lo spazio pubblico e privato, i punti di vista...Tutto qui dentro, facile da comprendere per tutti.
PERDERE TEMPO PER GUADAGNARE TEMPO. NOI ABBIAMO GUADAGNATO UN SACCO DI TEMPO E CI SIAMO PURE DIVERTITI.



Aiuole,  fiorellini blu e viola,  la fontana e  gli alberi  con la pasta di zucchero.


 Costruiamo aiuole profumate di zucchero.




Fotografie dall'alto del nostro meraviglioso lavoro.




La scuola
Osserviamo la scuola dai diversi punti di vista: eccola di fianco



di fronte

dall'alto

dal retro

dall'altro lato.


I   commenti dei bambini :
  1. Il nostro plastico è il più bello di tutto l'universo. Dentro c'è il nostro impegno e divertimento.
  2. Caro plastico, spero di rivederti in terza.
  3. A me è piaciuto molto costruirlo. Mi è piaciuto costruire la scuola perchè l'abbiamo fatta con impegno e con fatica ma ce l'abbiamo fatta.
  4. Quando abbiamo messo le casette sul cartone ho visto tutto il bel lavoro che abbiamo fatto.
  5. Sono molto fiera del mio plastico.
Il penultimo giorno di scuola ho chiesto loro di rappresentarlo, di disegnare un particolare oppure tutto il plastico.
Ecco alcuni  disegni.



Classe 2^A- Anno scolastico 2012-2013 - Scuola primaria Albiate  ( MB)
See you  
Giuditta